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Il Fiorentino è il dialetto principale della città di Firenze e le aree circostanti. E' una parte del Dialetto Toscano e molto simile al italiano moderno. Di fatto, molti linguisti e studiosi di Dante, Boccaccio, e Petrarca ritengono l'italiano moderno "il fiorentino moderno." Il suo vocabolario e la sua pronuncia sono quasi identici al italiano, ma la "c" dura, quando è tra due vocali (come in ducato), é pronunciato simile a un "h" inglese.
Al momento dell'unificazione dell'Italia fu scelto come lingua da adoperare mettendo fine ad una secolare discussione, a cui aveva partecipato anche Dante (nel De vulgari eloquentia),
che vedeva due fazioni principali, una che sosteneva la nascita di una lingua italiana sulla base di un dialetto ed un'altra che si proponeva di creare una nuova lingua che prendesse il meglio dai vari dialetti. Prese piede agli inizi del XIX secolo proprio la prima corrente, soprattutto grazie al prestigioso parere di Alessandro Manzoni (molto nota è la vicenda relativa alla scelta della lingua per la stesura de I promessi sposi e i panni sciacquati in Arno), ma non poche furono le critiche mossegli da chi sosteneva (in primo luogo il glottologo goriziano Graziadio Isaia Ascoli) che il toscano era un dialetto come gli altri e una vera lingua nazionale sarebbe potuta nascere solo dopo l'incontro tra le varie culture del paese.
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